Perchè mio maritoooo....

E così è già passato un mese dallo sposalizio e sembra una vita...che detto così fa brutto.
I primi giorni la nostra casa ci sembrava finta,tipo quelle ricostruzioni di mondo convenienza con la frutta di plastica:era ordinata,pulita,odorava di nuovo...ora invece...è una latrina pubblica!No vabbè.Diciamo che è vissuta,è nostra!
La giornata del matrimonio è stata un misto di emozione,sorrisi e sole.


E' volata via in un attimo e ora eccoci qui...finchè morte non ci separi...
DOMANI MI SPOSO E ALTRI RACCONTI...
Siedo alla scrivania della mia stanza come tante altre volte non rendendomi conto che...domani mi sposo. Siedo a questa scrivania che ha sostenuto,oltre al pc,tante e tante altre cose...ha sostenuto me bambina persa nei mille disegni a matita,ha sostenuto un trasloco,un'adolescenza,la musica che usciva da uno stereo a cassette...e ora che è cigolante e mal ferema mi sostiene lo stesso,anche stasera,che è una sera diversa,particolare.Una di quelle sere da nodo alla gola.Il mio vestito bianco è appeso in camera dei miei,sembra una bellissima nuvola.Aspetto domani con un misto di sentimenti che mi fanno girare la testa.
Aspetto domani da tanto tempo che ancora sembra lontano e invece...domani mi sposo...
E dico cinque
Cavolo...mancano solo 5 giorni al gran giorno e io mi sento...come dire...anormalmente tranquilla!
Tipo oggi...è il mio primo giorno di ferie...e piove...e mancano 5 giorni al matrimonio...ok...
Tipo oggi che me ne volevo andare al mare e diventare una sposa abbronzata...nulla da fare.
Sto bene...credo.
Più che altro son curiosa di vivere quel giorno, sono felice e stanca...molto stanca. L'ultimo anno di preparativi è stato stremante e a tutti quelli che dicono, che organizzare un matrimonio è la cosa più bella...bhè...vorrei chidere loro: il sadomaso ti piace da molto o ci sei incappato per caso?
I miei di preparativi sono finiti la settimana scorsa, quando ho consegnato bomboniere segna posti e tabloid al ristorante...sono nauseata dai confetti...fanculo tulle e fiorellini!ecco!
Il gran giorno si avvicina e io rimango qui ad aspettarlo, con la mia maschera viso rilassante, il mio pediluvio e la ceretta...
MENO 18 GIORNI PIU' 35 GRADI...
Ieri son tornata a casa un pò più tardi del solito. La mia macchina era parcheggiata lontano dalla stazione e di camminare ne avevo proprio voglia. Erano le 7 di sera, il sole ancora forte bruciava. Il termometro faceva 35°...è arrivata, finalmete, l'estate.
E mentre camminavo il mio stato d'ansia che da giorni mi divora lo stomaco, per un momento quasi non l'ho sentito. Io cammino e penso, penso, penso...penso a tutto e a niente. Penso che i confetti che ho comprato forse non basteranno e che quella macchina che è appena passata ha lasciatio un odore di abre magic da nausea. E penso a quanto tutto sta cambiando e se, nella nuova vita, ci starò comoda...
E poi vedo lui...un signore dai capelli bianchi del quale ignoro nome e età. Un uomo robusto, alto, con la barba incolta. Era tanto, tanto tempo che non lo vedevo. Fa il falegname, ha una botteguccia che odora di legno e muffa. Ci passavo davanti tutte le mattine...ci passavo...un anno fa. Era sempre immerso nel suo lavoro, non si curava della gente che gli sfrecciava vicino, trasmetteva tranquillità. Spesso mi son immaginata la sua casa, sua moglie che metteva via quei vestiti laceri di lavoro, le sue mani grosse e rozze che tagliavano il pane per cena...fantasie idiote, fantasie che mi accompagnavano fino al treno la mattina. Ieri sera era ancora lì, lavorava, aveva delle tavole grezze piene di schegge tra le mani. Sembra nulla ma...non so, forse sarà perchè il suo odore mi ricorda tanto quello di mio nonno, sarà perchè sa di persona buona, vecchio stile...e così, approfittando del sole per fare una passeggiata, ho rivisto quella persona tanto familiare quanto estranea che mi ha fatto respitrare un pò di normalità.
La canzone del terremoto...
Avete presente quei sonaglini cinesi, gli "scaccia spiriti"? beh, io ne ho uno nella mia stanza. Questa notte mi son svegliata senza motivo mentre sognavo un bel poliziesco (io che recuperavo 10.000 euro alla malavita organizzata), mi son svegliata e ho sentito questa melodia...tin,tin,tiiiin...era il mio scaccia spiriti che suonava. Addormentata com'ero non mi son fatta troppe domande...tin,tin,tiiin...
Solo ore dopo ho saputo del terremoto, della gente che è morta, delle case distrutte...
E il pensiero va a quelle montagne che più di una volta mi hanno ospitata e viziata.Va alle persone care che ora non hanno più una casa e a tutti i posti che ho visto e amato considerandoli "rifugio" per i momenti no o per quando, io e Marco, cercavamo un po di tranquillità...Tranquillità, quanto sembra lontana ora.
Ho il cuore gonfio di brutti pensieri, di angoscia e impotenza...
Stanotte ho sentito la canzone del terremoto, una canzone triste...la canzone che dalle montagne è arrivata fino a me, fino al mare.
Una notte, durante la traversata dell’oceano Indiano, nel salone del ponte principale, l’esplosione di un valzer di Chopin. Non c’era un alito di vento, e la musica si era propagata per tutto il piroscafo buio come una misteriosa ingiunzione del cielo, come un ordine divino dall’ignoto significato. Lei aveva pianto, perché aveva pensato a quell’uomo di Cholon, il suo amante. E d’improvviso, non era più sicura di non averlo mai amato, solo che quell’amore non l’aveva visto perché si era perso nella Storia, come acqua nella sabbia....e lei lo ritrovava soltanto ora, nell’istante della musica sul mare.
Anni e anni dopo la guerra, dopo i matrimoni, i figli, i divorzi, i libri, era venuto a Parigi con la moglie. Le aveva telefonato… Era intimidito, la voce gli tremava e in quel tremito, lei aveva ritrovato l’accento cinese. … lui sapeva che lei aveva cominciato a scrivere libri, aveva anche saputo della morte del fratello piccolo e aveva sofferto per lei e poi, sembrava che non avesse altro da dire. Ma poi glielo aveva detto. Le aveva detto che era come prima, che l’amava ancora, che non avrebbe mai potuto smettere d’amarla, che l’avrebbe amata fino alla morte.
“L’ amante” Marguerite Duras
Come sentirsi vecchia nell'arco di un paio di fermate di bus
E così, stamattina, salita su un bus numero 3 troppo pieno, persa tra i miei pensieri, me ne stavo per i fatti miei. Spintonata qua e là, con non poca fatica, son riuscita a conquistare un posticino: una nicchia tra l'obliteratrice e una pensionata con la busta della spesa. Ora arriva il bello...una voce mezza baritono e mezza castrato esce dall'oltre tomba dei posti a sedere per invalidi di guerra e del lavoro e chiede: SI VUOLE SEDERE?
Mi voglio sedere? ma dici a me o alla pensionata vicino? ah...dici proprio a me?
Quello che mi è uscito fuori è stato un debole e rassegnato: No...grazie...
Grazie mio bel sedicenne, grazie di cuore...e ora mi chiedo: sembro più vecchia di tua madre forse? o magari le patate bollite della sera prima hanno lasciato un lieve gonfiore ventrale da donna gravida? e l'idea di essere scambiata per una superstite della grande guerra mi disturba non poco...
Sedicenne fumatore incallito, ubriacone del sabato sera, bestemmiatore di primo mattino, Diaboliko tu e tutto l'NRG che so che frequenti...ma proprio con me dovevi essere educato?!
"Se il portone non si apre fate un pò di gioco con la chiave nella serratura con calma"
Questo è stato il primo consiglio della giornata...un ottimo consiglio!
Era un foglio scritto di bic blu sul portone di casa mia...
Giorni fa son stata in quel di Opio...Opio è una ridente località francese di cui ignoravo l'esistenza, Opio en Provence per essere precisi. Della Provenza ho visto ben poco ma in compenso l'open-bar faceva un ottimo mojito.
Sono viaggi di lavoro, bisogna capirli...
Intanto i giorni passano e con la leggerezza di un'incudine, volo incontro al mio destino...

Chiedo: come si fa? mi rispondono :è facile....
Si ma, io ho chiesto come si fa!
Sono giorni che vado cercando informazioni in giro per la città...
Con il Marcus stiamo percorrendo il lungo e faticoso cammino burocratico del matrimonio!
Vai al comune, prendi certificato, fai giuramenti...
Il minimo che ho potuto fare è stato quallo di chiedere a preti e suore:
"Buongiorno, mi devo sposare...da dove comincio?"
"Dall'ammore"
"Si, si...poi?"
"E' facile!"
Questa la risposta che mi son sentita dire....è facile?cioè?
"Cioè...vai lì, prendi questo portalo di là...tranquilla, è facile dai!"
Ok, sarà facile ma non c'ho capito un emerito...
Non demordo (parlo al singolare ve ne siete resi conto? Il Marcus diversamente da preti e suore mi risponde: non ti preoccupare!che in un certo senso ha un effetto calmante rispetto al banale "è facile"...non mi devo preoccupare perchè te ne stai preoccupando tu?!...non credo...)
E poi succede che, in un pomeriggio di tramonto sul mare, nuvole rosa e vento freddo, mi ritrovo in un piccolo ufficio di una piccola parrocchia dove, una piccola donna col caschetto alla Carrà mi illumina...come? mi da un foglietto con scritte TRE cose...tre, giuro! E non dice, neanche una volta per sbaglio: E' facile!
Perchè non è facile e lo sanno tutti! Non è facile perchè la burocrazia italiana è lenta e mal gestita e mettere il tuo amore su carta bollata costa file al comune e ansie...
Stiamo vivendo una nuova vita di coppia io e il Marcus,...strassante, sotto alcuni punti di vista, nuova...e anche bella....ma non facile!
Il cielo è grigio e penso a lei, vorrei spiegarmi meglio o forse solo scrivere un lungo titolo alla Wertmüller...
Sento odore di caffè...sarà la voglia di caffè che ho a farmelo sentire. Ho mille cose da fare, il tempo mi è nemico. Conto le ore che mi separano dal distacco...lascio ricordi, abitudini e quelle belle mattonelle lucide da lavare e guardare mentre asciugano con i raggi di sole dalla finestra. Lascio la polvere dietro la porta che mi fa tanto arrabbiare, lascio il lavandino sempre pieno di piatti e i biscotti aperti sul tavolo, lascio i vicini rumorosi e il tasto numero 7 dell'ascensore...
Se vuoi augurare del male a qualcuno...auguragli un trasloco...
C'era una volta una favola antica
quasi da tutti ormai dimenticata
che continuava a volare nell'aria
aspettando colui che l'avrebbe
di nuovo narrata
era una favola vecchia
era poco svanita
come un barattolo
di aranciata aperta
e per non essere dimenticata
diventò vera...
diventò....la vita!